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Quanto costa davvero un negozio online

Chi chiede quanto costa un negozio online riceve risposte da zero a diecimila euro, e sono tutte vere, perché rispondono a domande diverse. Il costo di un negozio ha sei voci, e ogni modo di comprarlo ne mette alcune in evidenza e altre in piccolo. Qui le troviamo tutte e sei, con i numeri che si possono controllare e quelli che dipendono da te.

Le sei voci del conto

Un negozio online costa in sei modi: la piattaforma che lo fa funzionare, le commissioni su ogni pagamento, il dominio con il suo certificato, le pagine legali obbligatorie per vendere a consumatori, le fotografie e i testi dei prodotti, e le spedizioni con i resi. I preventivi e i listini ne mostrano quasi sempre una o due. Le altre arrivano dopo, quando il negozio è aperto e tornare indietro costa più che averle messe in conto prima.

  • Piattaforma: un canone mensile, oppure software più hosting, oppure un canone che comprende anche il sito e chi lo gestisce.
  • Pagamenti: una percentuale più un importo fisso su ogni ordine, e a volte una seconda percentuale della piattaforma.
  • Dominio e certificato: pochi euro l'anno, ma devono essere intestati a te.
  • Pagine legali: informativa privacy, condizioni di vendita, diritto di recesso con il suo modulo, cookie.
  • Foto e testi: la voce che decide se il negozio vende, e che nessuno mette nel preventivo.
  • Spedizioni e resi: etichette, imballi, il tempo per prepararli e la gestione di chi rimanda indietro.

La piattaforma: tre modi di pagarla

Il primo modo è il canone di una piattaforma a modello, come Shopify, Wix o Squarespace: il piano d'ingresso di Shopify costa 36 € al mese, o 27 € al mese pagando un anno in anticipo, secondo il listino italiano letto il 23 ottobre 2026. Il secondo è il software libero, WooCommerce su WordPress: il programma non costa nulla, ma il sito ufficiale stima l'hosting fra 25 e 350 dollari al mese per la maggior parte dei negozi, più le estensioni a pagamento. Il terzo è il canone tutto compreso, dove il negozio è una parte del sito e qualcuno lo gestisce per te: da noi il sito costa 29,99 € al mese e il negozio 25 € al mese, in totale 54,99 €. L'attivazione costa 150 € una tantum.

I tre numeri non sono confrontabili così come sono, perché comprano cose diverse: nel primo paghi uno strumento e lo usi tu, nel secondo paghi l'infrastruttura e costruisci tu, nel terzo paghi un servizio in cui il lavoro è compreso. Il confronto giusto è fra il totale della voce piattaforma e la somma delle altre cinque voci, che cambia molto a seconda di chi se ne occupa.

Le commissioni sui pagamenti: come leggerle

Ogni pagamento con carta costa una percentuale più un importo fisso, e il fisso pesa più della percentuale sugli ordini piccoli. Su un ordine da 30 €, l'1,5% più 0,25 € fa 0,70 €; il 2,1% più 0,30 € fa 0,93 €. Su cento ordini al mese la differenza fra le due tariffe è di 23 € circa, cioè più di molti canoni. Guarda poi se la piattaforma trattiene una seconda percentuale quando non usi il suo sistema di pagamento: Shopify applica un 2% in più in quel caso, secondo il listino citato. Nel nostro negozio paghi solo la commissione della carta, quella di Stripe, 1,5% più 0,25 € sulle carte europee standard nel momento in cui scriviamo, e nessuna nostra percentuale.

Commissione su un singolo ordine, calcolata da noi sulle tariffe pubblicate lette il 23 ottobre 2026.
Ordine1,5% + 0,25 € (Stripe, carte europee standard)2,1% + 0,30 € (Shopify Payments, piano Basic)
20 €0,55 €0,72 €
30 €0,70 €0,93 €
50 €1,00 €1,35 €
100 €1,75 €2,40 €

Dominio, certificato e chi li possiede

Un dominio .it o .com costa pochi euro l'anno e il certificato di sicurezza oggi è quasi sempre gratuito: non è una voce che pesa sul conto. Pesa invece a chi è intestato. Se il dominio è del fornitore, il giorno in cui cambi perdi l'indirizzo che i clienti hanno salvato, le recensioni che lo citano e il posto che ha conquistato su Google. Chiedi per iscritto che il dominio sia intestato alla tua attività e che ti vengano dati gli accessi per spostarlo. Nel nostro canone dominio e hosting sono compresi, e se arrivi con un dominio tuo lo colleghiamo.

Le pagine legali: il costo che nessuno mette in preventivo

Per vendere online a consumatori in Italia servono un'informativa privacy che dica cosa fai dei dati, le condizioni di vendita, l'informazione sul diritto di recesso di 14 giorni con il relativo modulo, e una gestione corretta dei cookie. Non sono formalità: il Codice del Consumo le richiede, e la mancanza di una di queste è la prima cosa che un cliente arrabbiato o un concorrente segnala. Farle scrivere costa, farle da soli copiando da un altro sito costa di più quando vanno male. Nelle piattaforme fai da te le scrivi tu o paghi un'app; nel nostro negozio sono generate dal sito con i dati della tua attività e aggiornate quando cambia qualcosa, e puoi sostituirle con quelle del tuo consulente.

Foto e testi: la voce che decide se vendi

Un prodotto che online si vede male non si vende, e questo costo non compare in nessun listino perché non lo fattura nessuno. Hai tre strade: un fotografo per una giornata, che per un catalogo piccolo è spesso la spesa più sensata; un pomeriggio con il telefono, luce naturale e uno sfondo pulito, che per capi e oggetti semplici basta; o le foto del fornitore, che però hanno anche tutti gli altri negozi. I testi seguono la stessa logica: una descrizione tua di tre righe vale più di una scheda tecnica copiata. Metti in conto il tempo, perché è l'unica voce che non puoi delegare del tutto.

Spedizioni e resi

L'etichetta per un pacco piccolo in Italia costa pochi euro con i servizi che aggregano i corrieri, meno se hai già un contratto con un corriere tuo; a questo aggiungi imballi e il tempo per preparare il pacco. I resi vanno messi in conto dall'inizio: per legge il consumatore può restituire entro 14 giorni, e il tuo negozio deve dire chi paga la spedizione del reso. Un negozio che prevede anche il ritiro in sede abbassa questa voce per chi è vicino. Nel nostro pannello l'etichetta si stampa dall'ordine, con i corrieri aggregati o con il tuo contratto, e il reso rimette il prodotto in giacenza.

Il conto per un negozio con venti ordini al mese

Prendi un negozio piccolo e reale: venti ordini al mese da 40 € l'uno, 800 € di incasso. Le commissioni sulle carte valgono fra 17 e 23 € al mese a seconda della tariffa; il dominio meno di 2 € al mese; la piattaforma va da poche decine di euro al mese se fai tutto da solo a 54,99 € al mese se dentro ci sono anche il sito e il lavoro; le spedizioni le paga il cliente o le assorbi tu; foto, testi e pagine legali costano una volta all'inizio e poi tempo. Il totale mensile si colloca fra i 60 e i 100 € per quasi tutte le strade, e la differenza fra le strade non è il prezzo: è quante di queste voci restano sulle tue spalle.

In breve

Il costo di un negozio online non è il canone: è canone più commissioni sul tuo volume, più dominio, pagine legali, foto e spedizioni, più le ore di chi se ne occupa. Fai il conto su venti ordini al mese con numeri veri e chiedi a ogni fornitore quali delle sei voci sono comprese. Il preventivo più basso è quasi sempre quello che ne comprende meno.

Domande frequenti

Si può aprire un negozio online gratis?

Il software sì, il negozio no. Anche con WooCommerce, che è gratuito, paghi hosting, dominio e il tempo di costruirlo; le piattaforme con un piano gratuito limitano i prodotti o aggiungono commissioni. Un negozio che vende davvero ha sempre un costo mensile: la domanda utile è cosa comprende.

Quanto costano le commissioni su un ordine?

Dipende dalla tariffa della carta e dall'importo. Con 1,5% più 0,25 € un ordine da 30 € costa 0,70 €; con 2,1% più 0,30 € costa 0,93 €. Controlla sempre se c'è una seconda percentuale della piattaforma oltre a quella della carta, perché è quella che non compare nel confronto fra i canoni.

Serve la partita IVA per vendere online?

Per vendere in modo continuativo sì: la partita IVA con il codice del commercio al dettaglio online e la segnalazione al Comune. Sono pratiche del commercialista, non del sito; il negozio online in sé non le sostituisce e non le complica.

Posso usare le foto del fornitore?

Se il fornitore te lo consente sì, ed è il modo più rapido per partire. Tieni conto che le stesse immagini sono sugli altri negozi che vendono quel prodotto, quindi almeno la foto di copertina e tre righe di testo conviene farle tue.

Le pagine legali le posso copiare da un altro sito?

No: oltre a essere un illecito, descriverebbero un'altra attività. Servono scritte sui tuoi dati, sui tuoi tempi di consegna e sulla tua gestione dei resi. Nel nostro negozio sono generate con i dati della tua attività e puoi sostituirle con quelle del tuo consulente.

Fonti

Ogni cifra di terzi in questa guida viene da una di queste pagine, letta nel giorno indicato. Se un listino è cambiato, lo trovi lì prima che qui.

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